Una perizia scomoda

Una perizia 'scomoda' che nessuno voleva affrontare in Sicilia, dove l'imputato ha un nome ben noto nella zona. Si chiama Antonino Foraci e lo scorso 9 aprile è stato rinviato a giudizio, assieme agli altri 2 imputati dell'operazione 'Rinascita', con l'accusa di aver ricostituito il clan dei Bontempo Scavo di Tortorici in alleanza con le famiglia mafiosa degli Aglieri-Rinella di Palermo e dei Santapaola di Catania.
Il Foraci è il proprietario della vacca che girava indisturbata lungo la SS 198 Siracusa-Augusta e che ha provocato l'incidente in cui hanno perso la vita il giovane Carabiniere Rossitto Davide e la sua fidanzata, a bordo della loro auto. Attualmente è in corso, contro il Foraci, una causa dinanzi alla Corte di Appello di Catania.
La famiglia del giovane Carabiniere, non avendo trovato alcun perito della zona disposto ad effettuare una ricostruzione della dinamica dell'incidente, ha contattato il tecnico vastese Stefano Moretti che ha accettato l'incarico.
Moretti ha svolto un'accurata relazione che ha evidenziato le responsabilità oltre che del Foraci anche dei dirigenti ANAS per la Sicilia e quelli ASL di Augusta, i quali, pur essendo a conoscenza del rimessaggio delle vacche vicino alla superstrada, nulla hanno fatto, per anni, affinché il Foraci spostasse gli animali o quanto meno mettesse in sicurezza la dimora degli stessi provvedendo alla opportuna recinzione dell'area.




















