Tornitore albanese chiede 100 mila euro di risarcimento

tornitore chiede i danni - stafano moretti

SAN SALVO. Una richiesta di risarcimento danni per 100 mila euro per una mancata diagnosi. La chiede alla Asi di Lanciano-Vasto V.V., tornitore albanese di 57 anni residente a San Salvo, vittima nell'aprile del 2008 di un infortunio sul lavoro. "Ha perso gran parte della funzionalità della mano.
Chiederemo un risarcimento di 100 mila euro", sostiene Stefano Moretti, perito in materia infortunistica.
I fatti si sono verificati l'8 aprile dello scorso anno, quando l'operaio "rimaneva vittima - si legge nella lettera inviata da Moretti all'azienda sanitaria - di un infortunio sul lavoro. Prontamente veniva trasportato presso il Pronto soccorso dell'ospedale di Vasto, dove i sanitari di turno eseguivano gli esami. radiografici". Diagnosi: "Ferita escoriata da torsione da indumento imbrigliato in un rullo III superiore avambraccio e gomito sinistro; distorsione cervicale; dubbia infrazione capitello radiale sinistro".
"In data 26 aprile - prosegue la missiva - i sanitari confermavano la diagnosi, in attesa di eseguire un'ecotomografia all'avambraccio sinistro" ma, "essendo stata programmata dall'ospedale civile di Vasto solo per il 25 giugno 2008", il cinquantasettenne "il 13 maggio si recava presso lo studio privato del dottor Fernando De Cinque, che accertava strumentalmente la rottura del tendine del muscolo bicipite del braccio e la lacerazione dei muscoli flessori delle dita della mano. Infine - sostiene Moretti nella lettera - il medico Inail certificava la presenza anche della frattura della VI, VII, e IX costa sinistra". V.V., allora si rivolgeva ad un altro specialista, il professor Giuseppe Fortuni docente di medicina legale presso l'Università di Bologna, secondo cui "la mancata diagnosi ha impedito l'effettuazione della terapia chirurgica" e "da questo è derivato un sensibile peggioramento del quadro clinico, impedendo l'effettuazione del necessario intervento chirurgico", che "può essere effettuato solo nelle prime 24 ore".
Di qui si sarebbe aggravato, secondo Moretti, il problema della mano. "Non vogliamo - dice il perito - gettare la croce addosso ai medici, che svolgono la loro attività anche a fronte di tagli pesanti imposti al settore sanità, ma vogliamo che venga accertato il danno subito dal mio assistito".