SICUREZZA LUNGO LE STRADE: 5000 DISSUASORI UMANI MANIFESTANO A ROMA

La musica che lentamente sale di intensità, i flauti che lasciano il posto al suono delle trombe ed al crescere del rullio di tamburi, mentre cinquemila persone disposte, come quelle che ogni anno muoiono in Italia in incidenti stradali, a cinque metri di distanza l'una dall'altra, si sdraiano una dopo l'altra sull'asfalto in via dei Cerchi attorno al Circo Massimo a Roma, come dissuasori umani della velocità. E' l'iniziativa 'Io dissuado', organizzata stamani dalla fondazione Ania per la sicurezza stradale, per dire no alla guida pericolosa e per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sicurezza alla guida.
Alla coreografia hanno partecipato volontari dell'Ania, provenienti da tutta Italia, oltre a cittadini iscritti tramite internet. "I dati che riguardano l'Italia - ha detto il presidente dell'Ania, Sandro Salvati - parlano di cinquemila morti ogni anno sulle strade e di un milione di feriti. Servono progetti sistematici a breve, medio e lungo termine, come l'inserimento di un'ora di educazione stradale nelle scuole, più controlli e più risorse alle forze dell'ordine". L'assessore comunale di Roma alla mobilità Sergio Marchi ha definito l'evento "allegro nella forma ma molto serio nei contenuti, da rivolgere specialmente ai giovani". Mentre l'assessore provinciale di Roma ai trasporti Amalia Colaceci ha avvertito di "non abbassare mai la guardia, serve la collaborazione di tutti". Al termine della manifestazione si sono succeduti sul palco i cantanti Max Gazzé ed Eugenio Finardi.
Un'iniziativa organizzata, spiega il segretario generale dell'Ania, Umberto Guidoni "per coinvolgere tutti su un fenomeno grave che ogni anno causa sulle strade 5 mila morti e un milione di feriti". Nel sottolineare che è la prima volta in Europa che si svolge una coreografia del genere per sensibilizzare l'opinione pubblica sul tema della sicurezza stradale, Guidoni si è augurato che l'iniziativa, che si svolgerà intorno alle 13 in via dei Cerchi, possa avere "una grande visibilità perché tutti devono prendere coscienza della gravità del problema della sicurezza sulle strade".
ANSA




















