BCE: CRUCIALE FAVORIRE L'OCCUPAZIONE

Nell'uscire dalla crisi, i Paesi di Eurolandia devono dare "importanza cruciale" a politiche che mirino a favorire l'occupazione, al fine di "prevenire una disoccupazione strutturale molto più elevata nei prossimi anni". Allo stesso tempo, i Governi "devono rendere note e attuare tempestivamente strategie di uscita dalle misure di stimolo e strategie di riequilibrio dei conti pubblici che siano ambiziose", altrimenti si "potrebbe rischiare seriamente di compromettere la fiducia dei cittadini nella sostenibilità delle finanze pubbliche e nella ripresa economica". E' quanto si legge nell'ultimo Bollettino della Bce.

Secondo la Bce, nel campo delle politiche strutturali ''in tutti i Paesi assume importanza cruciale un maggiore impegno a favorire la crescita sostenibile e l'occupazione, poiche' la crisi finanziaria potrebbe avere inciso verosimilmente sulla capacita' produttiva delle economie dell'area euro''. Per Francoforte, ''la moderazione nella fissazione dei salari, una sufficiente flessibilita' dei mercati del lavoro ed efficaci incentivi all'occupazione sono indispensabili per prevenire una disoccupazione strutturale molto piu' elevata nei prossimi anni''. Sul fronte delle politiche fiscali, ''i governi di molti dei Paesi dell'area dell'euro devono far fronte a squilibri di bilancio ampi e in netta ascesa'', e in questo contesto ''il fabbisogno assai elevato del settore pubblico potrebbe innescare repentini cambiamenti del clima di fiducia dei mercati, determinando tassi di interesse a medio e lungo termine meno favorevoli'', con conseguenze negative sugli investimenti privati e, a catena, su ''una crescita sostenuta''.

Il Consiglio Bce ''esorta quindi'' i Governi a delineare chiaramente le exit strategy, con misure di riequilibrio dei conti ''che siano ambiziose, fondate su ipotesi di crescita realistiche e incentrate soprattutto sulla riforma della spesa''. Per questo motivo, ''gli sgravi fiscali dovrebbero essere considerati solo nel medio periodo, una volta che i Paesi avranno recuperato un sufficiente margine di manovra nei bilanci''. La Bce sottolinea che ''le recenti conclusioni dell'Ecofin, che sollecitano ad avviare il processo di risanamento al piu' tardi nel 2011, ed andare ben oltre il parametro dello 0,5% del Pil l'anno in termini strutturali, rappresentano il requisito minimo per tutti i Paesi dell'area euro''

PIL EUROLANDIA POSITIVO SECONDO SEMESTRE,RESTANO RISCHI - ''Nella seconda parte dell'anno il tasso di crescita trimestrale del Pil in termini reali potrebbe riportarsi su livelli positivi'', ma ''l'incertezza resta elevata, data la natura temporanea di alcuni dei fattori favorevoli''. E' quanto si legge nel Bollettino della Bce, secondo la quale ''l'area dell'euro dovrebbe beneficiare del contributo del ciclo delle scorte e della ripresa delle esportazioni, nonche' dei significativi interventi di stimolo macroeconomico in atto e delle misure adottate per ripristinare il funzionamento del sistema finanziario'', i cui effetti ''potrebbero essere piu' pronunciati di quanto anticipato''. Sul fronte dei rischi al ribasso, ''persistono timori concernenti interazioni negative piu' intense o prolungate fra l'economia reale e il settore finanziario, nuovi rincari del petrolio e delle altre materie prime, maggiori spinte protezionistiche e un'eventuale correzione disordinata degli squilibri internazionali''.   ESPERTI ALZANO STIME PIL UE-16 IN 2009(-3,9%), 2010(+1%) - Gli esperti professionali del Survey of Professional Forecasters (Spf), contattati dalla Bce, hanno rivisto decisamente al rialzo le stime sull'andamento del Pil di Eurolandia nel 2009, 2010 e 2011. E' quanto emerge dall'ultimo bollettino mensile dell'istituto di Francoforte: i previsori del Spf hanno aumentato di 0,6 punti percentuali la stima del Pil per il 2009, portandola dal -4,5% dell'ultimo rilevamento al -3,9%. ''Le aspettative di crescita per il 2010 e il 2011 sono state altresi' riviste al rialzo (rispettivamente di 0,7 e 0,1 punti percentuali) e si collocano attualmente all'1% ed all'1,6% rispettivamente'', si legge nel documento. Gli esperti hanno fatto riferimento alla ripresa del commercio mondiale, oltre che agli effetti positivi delle misure di politica economica adottate dai Governi. Variano anche le stime sul fronte dell'inflazione e dell'occupazione: nel primo caso l'Spf, rispetto all'indagine precedente, ha ridotto le attese di inflazione di 0,1 punti percentuali allo 0,3% per il 2009, mentre le ha alzate di 0,1 punti percentuali (all'1,2%) per il 2010. Sul fronte occupazionale, le aspettative sono state riviste al ribasso di 0,2 e 0,3 punti percentuali per il 2009 e il 2010, i cui tassi di disoccupazione si collocano ora al 9,5% ed al 10,6%.

ANSA